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Palermo rinasce, 10 cose da fare in città secondo la guida di “The Guardian”

Palermo sempre più protagonista sul The Guardian. Il quotidiano britannico è tornato a parlare del capoluogo siciliano.

Questa volta lo fa sotto forma di guida turistica, stilando una lista di 10 consigli utili su cosa vedere, dove mangiare e cosa fare in città.

Il giro turistico inizia da una tappa imperdibile, quella dei mercati storici del Capo, Vucciria e Ballarò.

Si prosegue poi lungo via Maqueda e corso Vittorio Emanuele, con una sosta in piazza Pretoria per ammirare la Fontana della Vergogna.

fontana della vergogna
Fontana della Vergogna, piazza Pretoria

Poi è la volta della granita, da gustare rigorosamente tra i tavolini all’aperto del bar Antico Spinnato 1860.

Lungo l’articolo si menziona tutta la storia della città.

Dalle innumerevoli dominazioni di arabi, normanni, spagnoli e tutto ciò che ci hanno lasciato sotto forma di patrimonio artistico, culturale ed architettonico: dalla Cattedrale alla Cappella Palatina, dal Teatro Massimo alle ville Liberty.

Teatro Massimo
Il Teatro Massimo è il terzo teatro più grande d’Europa

La guida prosegue con una fuga al mare in quel di Mondello, definito “un pittoresco villaggio di ex pescatori dominato da Monte Pellegrino”.

Mondello
Il borgo marinaro di Mondello

Ed è poi di nuovo ora di mangiare con la rinascita slow food della Cala, inaugurata dal Gagini Social Restaurant.

Ma non è la prima volta che il quotidiano di Manchester racconta Palermo in chiave positiva.

Lo aveva già fatto nel 2017, con un articolo di Lorenzo Tondo che celebrava la resurrezione culturale di Palermo, a seguito della proclamazione di Capitale della Cultura 2018.

In questo articolo viene descritta tutta la voglia di riscatto e di rigenerazione della città, attraverso immagini e scatti storici che raccontano la storia palermitana.

La ripresa di Palermo, secondo il quotidiano, è testimoniata anche dalla rinascita dal punto di vista architettonico.

Il quotidiano cita il sindaco Leoluca Orlando, descrivendolo come uno dei più noti sindaci d’Italia, “a cui in parte va il merito questo cambiamento”.

“Dopo “il sacco di Palermo” – scrive il The Guardian – adesso la città respira e riprende forma grazie a piazze e spazi restituiti ai cittadini. Grazie alla nascita di parco giochi in campi sequestrati alla mafia, al Giardino della Memoria, alle aree pedonali prima vittime di parcheggi illegali”.

“Molti pensavano Palermo aveva raggiunto un punto di non ritorno, ma la sua capacità di riprendersi dalla crisi è diventato un marchio di fabbrica di una città che è stata invasa più spesso di qualsiasi altro nel Mediterraneo”.

Tuttavia, dice ancora il quotidiano “Palermo ha ancora una lunga strada da percorrere.

La mafia controlla ancora alcune aziende; i giovani faticano a trovare lavoro; le periferie rimangono povere. Alcune persone dicono che Palermo si trova ora in una sorta di purgatorio, pronta ad espiare tutti i suoi peccati”.


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