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Coronavirus e quella riscoperta del tempo: scummissa che ce la facciamo? 

Questa incredibile faccenda del Coronavirus, con la sua conseguente paralisi, ha trasformato un intero paese come l’Italia in un gigantesco bradipo in stile Zootropolis. Una paralisi che da un lato ha tirato il freno a mano sulla società, sulla cultura e sull’economia e che dall’altro ha rallentato i nostri pensieri portandoci sempre di più a riflettere.

Stiamo imparando a prenderci del tempo, ad afferrarlo per fermarlo. E forse ci stiamo rendendo conto di quanto lui stesso andava veloce. E di quanto noi andavamo veloci. Sì, sembrano le classiche frasi fatte ma mai come adesso ci rendiamo conto di quanto esse siano vere.

E allora ti fermi anche tu, anche perché adesso non hai altra scelta se non quella di rallentare. Accade così che il maledetto Coronavirus cambia volto, si trasforma. Da terribile nemico da combattere (quale è, attenzione), diventa anche un’occasione di quelle da cogliere al volo. Un’occasione per ripensare al tempo trascorso finora ma soprattutto al tempo che verrà, quando tutta questa incredibile faccenda sarà finita. Perchè, sì certo che finirà. #restiamoacasa e finirà.

E’ la famosa questione del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Vederlo mezzo pieno ci aiuta a cambiare prospettiva, a farci un bell’esame di coscienza. A valutare come ci siamo comportati fino ad oggi, a vedere cosa abbiamo lasciato da parte per pigrizia o per negligenza e cosa d’ora in poi non vogliamo più mettere da parte.

Facciamo che i buoni propositi per il 2020 ce li diciamo adesso, che importa se con qualche mese di ritardo. Ma facciamo anche che questi buoni propositi li rispettiamo sul serio. Sarà così difficile?

Quel caffè rimandato un milione di volte con quell’amica che “ci dobbiamo assolutamente vedere”, quell’uscita con la comitiva di sempre, quella visita alla nonna che non vediamo mai e anche quel “come stai?” in un sms mai inviato a quella persona che ha fatto parte del tuo passato, a cui vuoi ancora bene ma che per un miliardo di motivi non è più nella tua vita. E perché no, anche a quell’altra persona di cui ancora non sai nulla, ma di cui vorresti sapere tutto. Che aspettiamo a dirglielo, ora.

Mai come adesso ti accorgi che il tempo passa e che non siamo affatto immortali. E allora, il bicchiere rimane mezzo pieno e continuerà ad esserlo perché presto torneremo a quella vita che definiamo “normale” e che “di normale non ha neanche le parole” (cit. Gabbani).

Scummissa che ce la facciamo? 


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